
Ho cominciato ad interessarmi di musica da studente perché mi piacevano le canzoni, ho anche provato a scriverne qualcuna credendo di possedere questo talento…
La musica era la mia grande passione ma ero lontanissimo dal pensarla come attività; invece faccio l’editore da più di 30 anni!
Nel 1978 ho fondato Ala Bianca assieme ad altri soci e nel 1985 abbiamo aggiunto l’attività discografica a quella editoriale.
Ho trasformato una passione in un lavoro!
Mi piaceva e mi esaltava viaggiare, conoscere e seguire cantanti in studio di registrazione e nei concerti, seguire la parte creativa degli autori; era un mondo di nuvole e favole, un gioco al quale partecipavo istintivamente e con passione, pur cercando un ruolo da protagonista.
Pensai all’editoria per curiosità verso il settore. Mi ero spontaneamente dotato di rudimenti sul diritto d’autore (i miei studi erano altro) e spesso andavo in SIAE a porre quesiti di ogni genere.
Non ho mai creduto di lavorare per cui non mi sono mai chiesto quanto rendesse, lo facevo perché mi piaceva, tant’è che quando arrivavano le royalties sui dischi venduti ed i rendiconti dei diritti SIAE li consideravo quasi un dono, dal divertimento arrivava un guadagno!
Conoscevo bene il significato del ‘lavoro’ perché venivo dalla campagna, da genitori agricoltori per i quali il lavoro era un’altra cosa, fatica e sacrifici spesso mal compensati, mentre qui giocavo con le canzonette divertendomi.