Intorno ai primi anni ’60 nasceva a Milano un’etichetta piccola ma battagliera, che raccoglieva il meglio dei canzonieri popolari e della canzone sociale italiana: “I DISCHI DEL SOLE”. Negli anni 90, un’altrettanto piccola etichetta discografica raccoglieva la sfida di recuperare lo storico catalogo discografico sulla cui importanza -e del cui futuro- forse in troppi, si limitarono solo a discuterne.
Nasce così la collaborazione tra la casa discografica Ala Bianca Group srl e lo storico Istituto Ernesto de Martino, che opera per la conoscenza critica e la presenza alternativa del mondo popolare e proletario”, ente che raccoglie ricerche sul campo di carattere storico, socio-storico, antropologico ed etnografico, con particolare riguardo alla storiografia orale, della cui valorizzazione Gianni Bosio, fondatore dell’Istituto, è sicuramente un antesignano e un punto di riferimento ancora stimolante e formidabilmente attuale. Intorno a lui si raccolsero grandi ricercatori come Cesare Bermani, Franco Coggiola, Alessandro Portelli e altri e collaborarono etno-musicologi come Roberto Leydi e Diego Carpitella; storici delle religioni come Ambrogio Donini; musicisti come Negri, Nono, Liberovici e altri studiosi come Michele L. Straniero, Emilio Jona, Sandra Mantovani e Annabella Rossi. L’Istituto Ernesto de Martino diventa così il cuore delle Edizioni Bella Ciao, promotrici dei Dischi del Sole, il Nuovo Canzoniere Italiano che, a sua volta, accorpa il Nuovo Canzoniere Italiano Rivista e il Nuovo Canzoniere Spettacoli.
Le Edizioni Bella Ciao ed Ala Bianca, con questa iniziativa, si pongono l’obiettivo della diffusione dei più significativi “album” di quell’esperienza, attraverso un piano editoriale impostato su un criterio non solo cronologico o documentale, quanto artistico e musicale; cercando di intercettare un mercato più ampio e non solo “culturale”, valorizzando anche quelle raccolte meno conosciute che ora hanno la possibilità di entrare in contatto con il grande pubblico.
Con questa consapevolezza Ala Bianca ha messo in campo la propria competenza discografica, finalizzata anche alla tutela di un bene culturale, che non può limitarsi alla mera conservazione, ma deve tendere alla sua circolazione e divulgazione, impedendone così la consunzione e la perdita; operando un processo tecnologico paziente e costoso di ri-masterizzazione digitale, con investimenti propri, purtroppo nel totale disinteresse di enti e istituzioni pubbliche.
Ciò con l’appassionata convinzione del valore assoluto che questa patrimonio rappresenta: una fondamentale occasione per conoscere le tappe più significative della storia d’Italia, dalla rivoluzione francese ai giorni nostri, attraverso voci e suoni di coloro l’hanno spesso subita, a volte riscattata e riscritta, sempre pienamente vissuta. Un “album di famiglia” anche musicale e poetico, perché spesso disseminato di canzoni che raggiungono livelli di vera forma d’arte espressiva, evoluta ed emozionante, precorritrici e strette parenti della nostra migliore canzone d’autore.