C.Q.F.P.- Giorgio Conte

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Bruno Gambarotta scrive...


Un'amicizia lunga sessanta anni giustifica il privilegio di ascoltare in anteprima il nuovo disco di Giorgio Conte. Si intitola “C.Q.F.P., Come Quando Fuori Piove”; una frase per ricordare l'ordine d'importanza sulle carte da gioco: cuori, quadri, fiori, picche. Anche nell'universo poetico di Giorgio i cuori vengono per primi e le picche per ultime. Siamo a casa sua sulla collina di Viatosto, alle porte di Asti. Il disco è nato qui, con le chitarre e il pianoforte di Giorgio e il contributo di Walter Porro. Si riconoscono il richiamo della quaglia, il canto del gallo, i carillon, il verso della tortora e della civetta e tanti altri effetti. Sono 12 canzoni di Giorgio e una di Paolo, “Monticone”, stupenda. In queste canzoni ritroviamo la leggerezza, la sorridente accettazione dei casi della vita, in personaggi e in storie dove non c'è tragedia, finitudine, dove la sconfitta è temporanea e riscattata da unsorriso. Dove la morte, nella canzone intitolata “Sorpresa”, è la fine di una crociera senza ritorno, con il protagonista che prima di scendere “va a restituire la chiave e a pagare il mini bar”.
Eccoli ancora una volta qui, i due vecchi amici, a coltivare l'arte sublime di non prendersi troppo sul serio, un'arte nella quale Giorgio eccelle. Se gli dico che ascoltando le sue canzoni mi sono commosso, lui penserà che lo sto prendendo in giro. Rimedio regalandogli una foto in bianco e nero saltata fuori da una scatola dimenticata sopra un armadio. Era il 1952, avevamo tutti quindici anni, meno Giorgio, che ne aveva undici: è quel bambino seduto dietro la batteria. In piedi, di fianco a lui, suo fratello Paolo.

Giorgio Conte scrive...


E’ un album pieno zeppo di effetti speciali: c’è il richiamo del cinghiale in amore, ci sono i carillons, il canto del gallo,  il fruscio delle spazzole ed il rumore di due scatole di chiodi, un’armonica a bocca suonata da uno che non la sa suonare, c’è il richiamo della quaglia ed il verso della tortora e della civetta, il rumore della selce che mola la falce…
E’ un album fatto come volevo io, in casa mia, con le mie chitarre e con il mio pianoforte (non proprio di gran marca), con i suoi rumorosissimi pedali…  Dodici mie canzoni ed una di Paolo, stupenda e commovente…
Ah, dimenticavo ! C’è anche un fisarmonicista/pianista/rumorista che ha sorretto e rifinito tutta l’impalcatura dell’opera. Trattasi di Walter Porro…

Le canzoni: C.Q.F.P.: Come Quando Fuori Piove = Cuori Quadri Fiori Picche;
Ieri sì: … ad una certa età la memoria se ne va… non però per quanto riguarda certi ricordi del passato, sempre nitidi e presenti;
Tu: “… sempre e soltanto Tu !”;
Di vaniglia e di fior: alla ricerca di un bacio perduto;
Aria, terra e mare: “…perché  di bionde come te mica se ne vedon tante…”;
Gli innamorati e la marina: una stupenda “cartolina” man mano, nel tempo, perderà il suo smalto ed inesorabilmente sbiadirà;
Al Museo d’Orsay: i grandi pittori non scappano… vieni che dopo torniamo, ma adesso… mangiamo;
Balancer: “uriddidi uriddidi uridibamba !”;
Géo: omaggio all’impresa di Geo Chavez, primo trasvolatore delle Alpi, già celebrato da Giovanni Pascoli in una sua ode;
Scaricabarile: è il titolo definitivo, dopo aver accantonato i troppo espliciti “Sotto la pianta dei pumin d’amour” e “L’uomo e il cane” !;
Continua così: a volte la Vita pare voltarti le spalle…;
La sorpresa: viaggio allegoria della vita ove il viaggiatore si interroga sul suo mistero e la sua precarietà;
Monticone: … o Raffero, Gianoglio, Montrucchio, Ferrero, Martinengo, insomma “uno di qui là” che sognano un paese… ina nivula au su (una nuvola al sol).

 

Tracklist

01 – C.Q.F.P. (Come,Quando,Fuori,Piove)
02 – Ieri , sì !
03 – Tu
04 – Di vaniglia e di fior
05 – Aria, terra e mare
06 – Gli innamorati e la marina
07 – Al Museo d’Orsay
08 – Balancer
09 – Géo
10 – Scaricabarile
11 – Continua così
12 – La sorpresa
13 – Monticone